Nel 2013 abbiamo pubblicato questo ebook che resta tutt’ora attuale.
Lo riproponiamo per una visione sul web, con la possibilità di scaricare gratuitamente l’ebook in pdf.
Scarica il libro in PDF: https://www.lascuoladipace.eu/wp-content/uploads/2020/02/farescuoladipace.pdf

Come fare SCUOLA di PACE
attraverso il GIOCO

a cura di: La Scuola di Pace

Introduzione

La Pace è il frutto di un lavoro di dialogo e di armonia delle differenze. La Guerra è il suo esatto opposto, ovvero il risultato di una mancanza di dialogo e di armonia tra le differenze.
Possiamo paragonarci ad una grande orchestra in cui ognuno è uno strumento musicale diverso. Possiamo emettere un suono e farlo egregiamente, o meno, in forma singola. Il bello viene quando si cerca di suonare tutti insieme, ovvero armonizzandoci. Non cambierà il nostro “essere unici” nella nostra specificità, ma il risultato sarà il prodotto dell’armonia delle molteplicità, ovvero la musica!
Se paragoniamo questo lavoro a quello che ogni giorno avviene nel Mondo, nel micro come nel macrocosmo, otterremo un “punto di vista nuovo” di tutte le cose che ci accadono, e accadono nella nostra società. Il “dialogo” che avviene tra gli strumenti musicali dell’orchestra è uguale al dialogo che cerchiamo di stabilire nel nostro mondo, in quello che succede immediatamente intorno a noi, e in quello che succede sempre più lontano da noi, nei “cerchi concentrici” che sempre più si muovono dalla nostra casa, al nostro quartiere, alla nostra città, alla nostra regione, al nostro stato, nel confronto con altri stati, con altre culture, con altre religioni, con… Non cambia nulla. Se io sono un flauto, e mi devo rapportare con un tamburo, ugualmente se sono un italiano di religione cattolica, nato a Roma… dovrò cercare una forma di rapporto con una diversa individualità che magari viene dalla Turchia e ha una cultura diversa.

PACE = CREATIVITÀ
Il nostro lavoro per la Pace è quindi un lavoro per realizzare dialogo e armonia, al nostro interno, così come al nostro esterno.
Per far questo dobbiamo spingerci sempre più verso la creatività, scoprire il nostro “essere totale”, il nostro essere di luce.
Si può sconfiggere la Guerra tanto più daremo FORZA alla Pace, attraverso tutte le sue espressioni e i suoi colori. Se c’è la luce non può esserci l’ombra, mentre se ci “dimentichiamo” di colorare, ogni giorno, di fantasia il nostro mondo, le “ombre” riprenderanno spazio e ci troveremo sempre più senza la nostra forza creativa.
Fare “Scuola di Pace” è quindi realizzare una SCUOLA CREATIVA!
I modi sono veramente tanti… proviamo a vedere quali sono gli ingredienti principali:
1) un ambiente il più possibile SANO, NATURALE ed ECOLOGICO
2) nessuna imposizione ma lo SVILUPPO della CREATIVITÀ NATURALE dei BAMBINI
3) lavorare sulla VIA DELLA GIOIA, sempre allegri e con il sorriso sui nostri volti
4) non avere fretta ma essere COSTANTI come una LUMACA
5) essere SOLIDALI tra di noi e con tutti quelli che hanno bisogno
6) vedere la PACE come unica via per la soluzione dei conflitti

Se mischiamo tutti questi ingredienti il risultato sarà un arcobaleno!

Educazione all’aria aperta

Ogni attività educativa, se svolta all’aria aperta, riesce meglio.
C’è differenza se si realizza un determinato laboratorio didattico nel chiuso di una stanza di un grigio edificio scolastico, o se invece ciò avviene in uno spazio all’aperto a misura di bambino/a.
In tutto il mondo si sono sviluppate, negli ultimi decenni, le fattorie didattiche, all’interno di preesistenti aziende agricole, oppure create ad hoc come centri di educazione ambientale.
In tutti questi luoghi i bambini sono direttamente a contatto con la terra e con tutti gli esseri, vegetali e animali, che vi vivono.
Gli stimoli sono tantissimi… poter vedere dal vivo un maiale che vive e scorrazza libero per la fattoria, senza il rischio di finire al forno; ammirare un campo di girasoli; raccogliere le zucchine nell’orto; gironzolare intorno agli asini, stando ben attenti che non scalcino…
Vivere in una fattoria, o in un centro di educazione ambientale, è un’esperienza fortissima che i bambini (e non solo) vivono veramente con gioia.
Inoltre potremo scoprire qualcosa che va al di la del nostro tran tran quotidiano, in cui assimiliamo cibi di cui non sappiamo nulla né di come sono stati prodotti, né del grande lavoro che è stato fatto per farli arrivare sulla nostra tavola.
Andiamo quindi ad investigare tutti insieme l’origine degli alimenti e produciamo anche noi il pane, il formaggio, un dolce, la pasta, ecc. ecc.

Facciamo il pane

Per fare il pane bisogna avere la farina, l’acqua e il lievito. Se poi vogliamo possiamo aggiungere il sale. Di farine ne esistono diverse, la più comune è quella di frumento a cui la maggioranza di volte viene tolta la crusca (la parte esterna del chicco). Il pane si può però fare anche con altre farine, come quella di grano duro, di segale o di farro (povero di glutine e buono per gli allergici).
La farina di frumento si può anche mischiare con altri tipi di farine (che da sole non riescono a lievitare bene) come quella di avena, orzo, mais, riso, ecc. Dai cereali ridotti a chicchi si ricava la farina attraverso la frantumazione degli stessi che avviene al molino. La farina può essere consumata integrale (farina scura), oppure
setacciata per togliere la crusca (farina bianca). Per ottenere il pane è però indispensabile il lievito, anche se esistono alcuni tipi di pane (come quello azzimo) che sono rigorosamente assenti di lievito. Oggi si usa maggiormente il lievito di birra ma una volta si usava la pasta acida per preparare il pane a lievitazione naturale.
Ci mettiamo tutti intorno al grande tavolo e impastiamo la farina con l’acqua e il lievito madre. Ecco che ora si è formata la matassa e possiamo manipolarla con le nostre manine… Diamo all’impasto la forma di un animale della fattoria e la mettiamo a lievitare. Dopo un paio d’ore è cresciuto ed è pronto per andare nel
forno precedentemente riscaldato. Dopo circa 50 minuti il nostro pane è bello dorato ed è pronto da mangiare!

Piccoli contadini

Non è difficile diventare un piccolo contadino…
Per prima cosa dobbiamo portare da casa abiti adatti e molta voglia di fare. Poi è necessaria molta concentrazione, perché il lavoro sarà sicuramente molto divertente ma la terra è dura e ci vuole forza!
Con l’aiuto dei nostri assistenti prendiamo gli attrezzi necessari e ci mettiamo a lavorare le zolle di terra, prima con la vanga, poi con la zappa e infine con il rastrello.
Il terreno è pronto e ci mischiamo un po’ di concime naturale… Ora non resta che delimitare delle aree, dette aiuole, dove coltivare.
Per farlo mettiamo dei paletti nel terreno e stendiamo uno spago da un paletto all’altro.
Con la zappa scaviamo dei solchi in orizzontale in una parte dell’aiuola. In un’altra parte invece, con l’aiuto della pala, realizziamo delle piccole buche nel terreno.
Ora, uno alla volta, mettiamo i semi nei solchi ricoprendoli poi con un po’ di terra. Nelle buche invece, aiutandoci con il trapiantatore, mettiamo le piantine d’insalata, i pomodori e le zucchine.
Ora non resta che innaffiare piantine e semi e aspettare… Ma non resteremo li tutto il tempo… Un operatore della fattoria si occuperà di innaffiare regolarmente per noi, tutti i giorni, il nostro orto.
Alla fine della primavera siamo di nuovo in visita e le piantine d’insalata, le zucchine e i pomodori sono cresciute… Non resta quindi che raccoglierle e portarle a casa dalla nostra mamma!

Giardino roccioso

I bambini sono venuti a trovarci a fine Maggio.Ascuola hanno affrontato il tema del riciclaggio e ora vogliono cimentarsi nella costruzione di un giardino roccioso costruito con i materiali di recupero già messi da parte, oppure recuperati direttamente nel campo. Raggruppiamo le pietre e facciamo un progetto di come dovrà essere costruito il giardino roccioso. Eccoci tutti al lavoro, chi con le pietre piccole, chi con pietre un po’ più grandi.. Il giardino comincia a prendere forma e si cominciano a mettere a dimora le piante aromatiche (Salvia, Maggiorana, Melissa,
Origano, ecc.) Ci vuole un po’ di riposo dopo la grande fatica…Il giardino roccioso è terminato e ci meritiamo una foto ricordo.

Giornata della Gioia

Una giornata interamente dedicata alla Gioia…!!! ♥ La gioia è stupirsi di tutto quello che ti circonda…. ♥ la gioia …è accogliere e dare un sorriso…anche da uno sconosciuto…. ♥ gioia è quando sento l’aria …e l’acqua picchiettare sul volto…… in ogni caso è sempre luce… ed energia vitale…..: ♥ la gioia è sentirsi esplodere di
felicità, energia, ridere, piangere, abbracciarsi. ♥ la gioia è guardare ogni giorno la realtà, noi stessi, gli altri… in una luce splendente, colorata e molto, molto allegra ♥ la gioia è una vibrazione dell’anima… un battito d’ali nel cuore ♥ la gioia è un soffio di vento che muove le foglie d’estate che coi raggi di sole le rende argentee…. ♥ la gioia è nel donare e nel rendere felice il prossimo (amare) ♥ la gioia e’ di sicuro
il contrario di noia…. ♥ la gioia e’ una cascata di petali di rosa su cui di certo il cuore si riposa.. ♥ la gioia è denudarsi di tutto, stare a contatto con la natura ed il proprio respiro ed essere felici di essere vivi!!! ♥ la gioia è essere in pace con se stessi ♥ la gioia è una bella giornata soleggiata o una tiepida serata con il cielo dell’imbrunire ♥ gioia è l’attimo in cui senti che c’è qualcuno che ti vuole bene ♥ la gioia è sentirsi in pace con il mondo intero … ♥ la gioia è sentire il cuore battere all’unisono con il tuo prossimo … ♥ la gioia è amare e sentirti amata … ♥ la gioia è avere conosciuto degli amici come voi che hanno aperto la mia mente a nuove conoscenze che mi hanno fatto finire con un “naso rosso” …. ♥ gioia = serenità-in pace con se stessi e gli altri – amore – rispetto – uguaglianza – fratellanza…….

A scuola nel mondo

Con Clovis abbiamo fatto tutti insieme un viaggio nella foresta.
Il racconto e la danza sono degli strumenti di socializzazione e perciò la loro didattica favorisce l’aggregazione e combatte la solitudine. Il lavoro tende a consolidare degli atteggiamenti utili per una convivenza consapevole e non conflittuale, e usa la curiosità, il rispetto, il dialogo,la conoscenza.
Si lavora sulla diversità delle culture umane come fattore di identità e di ricchezza, procedendo in modo da eliminare i vari disagi fisici e psicologici. In poche parole, si
lavora sulla crescita integrale dei bambini (apertura mentale,
capacità di scelta, rispetto, fierezza).

  • Lo sapevate che : la danza oggi in occidente ha perso tutta la sua forza, tutta la sua spontaneità ? Questo perchè qui si vuol capire cosa danza l’artista e si vuol dare a tutti i costi una spiegazione , mentre la danza rimane ancora nella foresta un linguaggio che traduce l’intraducibile.
  • Lo sapevate che : nella foresta le conoscenze vengono trasmesse da una generazione ad un altra con l’aiuto degli anziani o dei più saggi?
  • Un elefante nella foresta ha perso un occhio, la pazienza e la fiducia. Ma una febbre improvvisa lo ha fatto tremare di freddo, come fosse al Polo Nord… L’elefante alla fine ha ritrovato il suo occhio nel momento stesso in cui ha ritrovato la calma, l’occhio era stato sempre vicino a lui ma agitando l’acqua non poteva ritrovarlo.

Bambini di tutti i colori

I bambini sono di tutti i colori perché sono figli della Terra che dal
Sole prende i suoi toni.
Bambini di tutti i colori rallegrano il Mondo e lo rendono Vero. I bambini vivono con noi, nelle nostre strade, nelle nostre città che sono tali perché essi li riempiono con le loro risa, i loro pianti, i loro desideri…
…di corsa verso una meta che nessuno conosce, verso orizzonti del nostro futuro colorati dal pittore dell’arcobaleno, uniti in una speranza di Pace e Armonia.

La casa di Giuseppe

Ibtissam, sorridente come il suo nome, tiene in mano un sacchetto.
Fuori le vetrine e le strade mostrano i segni dell’imminente Natale: fuori i commerci fervono, in classe le riflessioni e le storie da tutto il mondo. Le diversità emergono: la palestra delle idee e delle parole.
“Il nonno Ismail ti manda questo per metterlo in classe”, dice Ibtissam porgendo il sacchetto. Dentro un presepe che di anni ne ha visti tanti. La guardiamo e tutti zittiscono. “Voi siete cristiani, noi no, ma vi regaliamo questo… beh, noi lo chiamiamo la casa di Giuseppe. Lo posso mettere a posto io?”.

Da “Il diario di Carla Pedenovi” maestra in una classe multietnica a Verona.

Il circo

Che cos’è che piace di più ai bambini se non il Circo?
Il nostro Circo è quello senza sfruttamento dei nostri amici animali; con i giocolieri, i clown, gli acrobati, i cantastorie, i burattini, ecc.
Su, tracciamo un CERCHIO, sarà il cerchio magico del nostro magico circo! Dentro il cerchio potremo esprimerci al meglio, liberi dai condizionamenti, nella più allegra gioia!
Il nostro Circo sarà leggero, fatto di performance volanti…
Venite, venite, bambini e genitori… si va ad incominciare! Il Circo è qui con voi e non vi lascerà mai!

La clownerie

La clownerie è una forma di teatro centrata sull’essenzialità del gesto e dell’espressività corporea, nella quale il corpo diventa strumento comunicativo per eccellenza. Non è difficile intuire come oggi il nostro corpo sia represso, irrigidito, strumentalizzato, in questa nostra società tecnologica e strumentalizzata. Tutti ci rendiamo conto che il nostro corpo non è più in grado di scegliersi uno spazio proprio, il suo naturale modo di essere, perché ogni cosa ci viene imposta, con precisione e metodicità, dalla moda del momento, dall’abitudine, dalle convenzioni sociali … In tutto ciò abbiamo completamente perso la coscienza di quello che è il corpo umano e il dinamismo che ci sta dentro … Prendere coscienza del proprio corpo è il lavoro preliminare per conoscere noi stessi, per vivere in armonia e con Gioia! Dobbiamo portare il nostro corpo a sentirsi, a riconoscersi in uno spazio naturale, e il miglior modo per prendere questa coscienza è Vivere il nostro corpo. Il clown con la poesia del suo corpo che racconta, narra, salta, danza, corre e dona gioia è una figura che si presta moltissimo ad un lavoro educativo con bambini, ragazzi, giovani, adulti e non adulti: permette di far emergere il proprio modo di relazionarsi con sé e con gli altri, aiuta a trovare canali di espressione prima inesplorati, consente di scoprire e sperimentare il proprio corpo svelando nuove incredibili potenzialità, favorisce lo sviluppo dell personalità, della socializzazione, della conoscenza di sé …

Il circo dei cartoni

Con i cartoni possiamo fare di tutto, perfino costruire una città o un circo…
Dobbiamo trovare dei cartoni molto grandi, di quelli che vengono usati per i mobili da cucina. Oppure possiamo unire i cartoni l’uno con l’altro, con del nastro adesivo da pacchi, o con la spillatrice. Poi, una volta creata l’architettura, con una taglierina a mano apriremo finestre, portoni e altri accessi, per renderla vivibile. Non resta che passare alla pittura e… sbizzarrirci con tutta la fantasia che è già dentro i bambini e non aspetta altro che potersi liberare sulle grandi pareti dei nostri cartoni.
Ora che il nostro circo è pronto passiamo allo spettacolo! A questo scopo useremo l’Albero del Tusitala, l’inventore di storie delle isole Samoa, dove Robert Louis Stevenson inventò la sua “Isola del Tesoro”. Un pensiero, due pensieri… frulliamo il tutto insieme e… la storia nasce!

Laboratorio del piccolo clown

Il clown con la poesia del suo corpo che racconta, narra, salta, danza, corre e dona gioia è una figura che si presta moltissimo ad un lavoro educativo con bambini, ragazzi, giovani, adulti e non adulti: permette di far emergere il proprio modo di relazionarsi con sé e con gli altri, aiuta a trovare canali di espressione prima inesplorati, consente di scoprire e sperimentare il proprio corpo svelando nuove incredibili potenzialità, favorisce lo sviluppo della personalità, della socializzazione, della conoscenza di sé …
FASCIA D’ETÀ: Scuola elementare

  1. Scoperta del proprio corpo, delle sue possibilità di espressione e di comunicazione;
  2. Esercizi su espressività, fiducia, socializzazione, mettersi in gioco, immaginazione e senso dello spazio;
  3. Tecniche di base di clownerie;
  4. Studio e ricerca del proprio personaggio, clown, trucco e abbigliamento;
    OBIETTIVI EDUCATIVI:
    • Affinamento della conoscenza di sé in rapporto con gli altri
    • Sviluppo della socializzazione, accettazione dell’altro e delle diversità
    • Valorizzazione delle capacità e caratteristiche di ognuno
    • Scoprirsi protagonisti attivi della propria vita e delle proprie e altrui
    emozioni
    • Sviluppo della concentrazione e della capacità di ascolto
    • Sviluppo della spontaneità, della capacità di mettersi in gioco e superamento della timidezza.

La rivoluzione del sorriso

Siamo alle porte di una Joy Generation, o potremmo anche affermare che essa già esiste ed è viva tra di noi. È un modo di pensare e di vedere il Mondo in positivo, molto presente nell’insegnamento, nelle nostre scuole da più di 20 anni. È vedere le cose nella loro prospettiva in positivo, sempre come una opportunità e mai solo come un problema. Possiamo affermare che il precursore di questo movimento
è stato lo scrittore Gianni Rodari, a lui si deve infatti la famosa Grammatica della Fantasia. E con la fantasia possiamo cambiare tutto e dirigerci speditamente sulla VIA DELLA GIOIA.
Qualcuno potrà obiettare che non sono i bambini, né tantomeno gli insegnanti, a fare la rivoluzione… Che insomma abbiamo altre cose a cui pensare ai giorni d’oggi… Ma, di fronte a quello che è sempre di più un evidente fallimento di un sistema sociale fondato solo su logiche economiche… …datemi retta, il sorriso e la gioia dei bambini mi danno molta, molta più sicurezza sul nostro futuro!
La domanda che pensiamo ci farete è: “Ma allora, come si fa questa Rivoluzione dei Colori e del Pensiero?” Si fa agendo ogni giorno in una logica di luce, di positività, di colore! I bambini questo ce lo dicono tutti i giorni, con la loro semplicità, con i loro sorrisi, con i loro disegni, con il loro amore. C’è un problema, una sofferenza? Dobbiamo cercare e trovare una soluzione possibile. E se questa soluzione non si riesce a trovare? E allora bisogna cercarla da qualche altra parte, perché c’è sempre una soluzione!

Dove andranno a finire i palloncini
di Renato Rascel

Dove andranno a finire i palloncini quando sfuggono di mano ai
bambini?
dove andranno, dove andranno, vanno a spasso per l’azzurrità
E’ felice di volare il palloncino perchè sa che in fondo il cielo è il suo
destino
piange il bimbo col nasino in su mentre già non lo vede più
E gli angioletti dal balcon di nubi di coton gia fanno capolin
e di vedetta pronto c’è quell’angioletto che raccatta i palloncin
E nel cielo già si vendono i biglietti del calcistico torneo degli
angioletti cherubini, serafini giocheranno la su negli stadi del cielo blu
Ma si lo so che questa mia è solo fantasia, follia sentimental;
ma se mi serve per trovar un sogno da sognar che cosa c’è di mal?
Ora affido a questo caro palloncino la speranza di tornar ancor bambino
gli domando come e quando io potrò coniugar il presente del verbo
“amar”

Joy Therapy

La Joy Therapy o “Terapia della Gioia”, è una sintesi tra i principi della clown therapy, le attività ludiche, il percorso dell’artista, l’arte di strada e del clown, e le attività di solidarietà, in una visione di pace e armonia della natura e dell’umanità.
I bambini sono i nostri principali interlocutori, in un percorso educativo.
Più in generale intorno al bambino/a interagiscono tutti i soggetti coinvolti (genitori, animatori, insegnanti, medici, psicologi, ecc.).
Ogni attività è diretta a portare un beneficio immediato per quanti coinvolti, proiettando in una prospettiva nel futuro le azioni svolte nel quotidiano, così come l’acqua del fiume scorre verso il mare.
“Non esiste una via certa verso la Gioia ma esiste un modo GIOIOSO di percorrere la Via” e quindi il nostro lavoro viene sviluppato nella logica di costruire il massimo di armonia possibile, qualunque sia il livello in cui ci stiamo muovendo, numero di bambini e adulti coinvolti, mezzi a disposizione, ecc.
L’insieme di tutti i percorsi formano la nostra SCUOLA, la SCUOLA della GIOIA!
La Gioia è qualcosa che è già dentro di noi, non bisogna cercarla all’esterno, ma dentro di noi. È essere allegri e positivi, affrontando tutte le prove che la vita ci dona, siano esse buone o non buone, senza nascondersi a nulla, senza maschere… è anche opportuno e saggio porre la nostra GIOIA in armonia con la Natura e tutta la Comunità umana.

Moderni cantastorie

Il cantastorie è una figura tradizionale della letteratura orale e della cultura popolare, che si spostava nelle piazze e raccontava con il canto una storia antica, spesso in una nuova rielaborazione, o riferita a fatti e avvenimenti contemporanei.
I moderni cantastorie sono artisti, scrittori, poeti, musicisti, illustratori, clown, giocolieri, artisti di strada in genere… ma anche “educatori sociali” che si rivolgono ai bambini e, attraverso loro, a tutti quanti. Raccontano favole, storie meravigliose, filastrocche… attraverso la rima che bacia i cuori e li fa sorridere, aprendo un arcobaleno di speranza! I cantastorie raccontano la pace che si può costruire iniziando a disegnarla in una storia. Jully, al secolo Massimiliano Maiucchi, collabora spesso, come volontario, con la Scuola di Pace, con i suoi grandi libroni, pieni di colori e contenuti fantasmagorici, come quello della “Fifastrocca” (per superare le paure dei bambini) o quello dei “Colori” (per guardare il mondo con la meraviglia dei colori che ci sono intorno).
E poi, insieme ad Alessandro D’Orazi, con le allegre canzoni della “Musicastrocca”, delle filastrocche in rima cantata, con un “Gira giro girotondo”, oppure con un “Salta la rana”, o “Tra le stelle trallallà…”
I moderni cantastorie realizzano un’unione magica della narrazione per bambini, figurata e/o cantata. Una sintesi di gioia a tutto beneficio dei bambini!

Feste e tradizioni popolari ai fini della pace

Le feste e le tradizioni popolari sono importanti perché identificano la sensibilità delle comunità locali. Alcune di loro poi possono avere dei caratteri non solo locali ma universali. È proprio a partire da queste caratteristiche “universali” che portiamo avanti, ormai da molti anni, un lavoro sulla festività della “Befana” e su quella del “Carnevale”.
La Befana è collegata alla festa dell’Epifania, quando la tradizione vuole che i Re Magi siano arrivati fino alla grotta dov’era nato Gesù Bambino, per portargli i loro doni: Oro, Incenso e Mirra. La festa della Befana, tipicamente italiana, ha invece una caratterizzazione più popolare, e porta doni, e anche carbone, a tutti i bambini. La Befana, essendo sostanzialmente laica, si è prestata benissimo alla realizzazione della manifestazione “La Befana della Gioia” che porta i regali non solo ai bambini italiani ma anche a quelli di tutto il mondo che vivono nelle nostre città.
Il Carnevale invece è già una festa che unisce tutti i popoli del mondo, specialmente quelli di religione cristiana. Il Carnevale è forse la più antica festa che l’umanità abbia mai inventato. Già gli uomini primitivi usavano mascherarsi in un preciso periodo dell’anno.
Piccolo Carnevale Armonico è un progetto nato nel 2004 allo scopo di “inventare” un CARNEVALE COMUNE di tutti i popoli, un progetto di Pace e Armonia all’insegna del gioco. Ogni anno realizziamo un evento culturale rivolto ai bambini, nelle scuole, e con una festa centrale nella città di Roma.

Le città per i bambini

Dobbiamo rafforzare quanto più un ambiente cittadino che sia vicino ai bambini, che li aiuti a crescere in un’atmosfera di sicurezza, serenità e gioia di vivere. Le “città a misura delle bambine e dei bambini” sono città che in tutti i loro aspetti si configurino come tali, che difendano i loro diritti, non solo realizzando spazi o servizi, bensì dei contenitori non “vuoti” ma pieni d’amore, delle “valigie della gioia”, come quella di Mary Poppins, da cui far uscire tutto quello che vogliamo.
Editoria per ragazzi, natura, cinema, teatro, ambiente circo, animazione, parchi pubblici, city farm, intercultura, ecc. Sono questi i nostri argomenti, con una particolare attenzione alla Scuola e alla Famiglia, come momenti e luoghi di trasmissione di conoscenze, di amore e gioia di vivere.
Le Città che vogliamo disegnare insieme ai bambini, le mamme, i papà e a tutti gli operatori del mondo dell’infanzia, sono “Città della Gioia”, luoghi di avventura e crescita quotidiana in un ambiente protettivo e sicuro. In questo senso le nostre azioni agiscono localmente ma pensano globalmente, vicine alle problematiche e alla solidarietà verso gli esclusi; quelli che vivono qui insieme a noi, oppure in altre
regioni del Mondo. L’ecologia, la qualità della vita, la solidarietà, il gioco… sono il pane quotidiano di un futuro che vogliamo costruire insieme a tutte le persone, grandi e piccoli, che vogliono compiere con noi questo meraviglioso viaggio.

Diritti dei Bambini

Nel 1989, il 20 Novembre, l’assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia, che fu poi fatta propria dalla maggioranza degli stati membri.
Da allora il 20 Novembre è diventata la data in cui si festeggiano i diritti dei bambini.
Che cosa dice la carta? Intanto che i bambini sono tutti uguali, senza distinzione di sesso, razza, cultura, religione e condizione sociale. Poi che nessun bambino può essere separato, contro la sua volontà, dai suoi genitori. Deve poter dire la propria opinione su tutte le cose che Io riguardano e ha diritto di esprimersi liberamente con la parola, lo scritto il disegno, la stampa. Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza e il bambino deve poter vivere in salute anche con l’aiuto della medicina. Ogni bambino ha diritto a vivere bene, ovvero essere felice, e ha il diritto a giocare, e non deve partecipare ad eventuali guerre.
Dal 1989 ad oggi, sulla base di questa carta, si sono fatti dei grossi passi avanti per la difesa dei diritti dei bambini, ma ancora molto resta da fare!

La Carovana della Gioia

La Carovana della Gioia è un progetto itinerante…
Ogni anno in Primavera, dal 2007 in poi, la Carovana si è messa in viaggio… per portare gioia, pace e tranquillità nelle piazze, nelle scuole e ovunque si voglia
Alla partenza c’è il Bus della Gioia, il nostro JoyBus con i disegni dei bambini di tutto il Mondo, e… i vagoni che si aggiungono man mano che le attività si realizzano nei luoghi dove si reca…
Nel 2007 e nel 2008 è stata in giro per tutti i parchi di Roma, e poi in altre località d’Italia.
Nel 2009 è stata per 6 mesi con i bambini all’Aquila, realizzando la Ludoteca di Capitan Gioia alla tendopoli di Piazza d’Armi.
Nel 2010 la Carovana della Gioia è stata ad Haiti.
Nel 2011 la Carovana della Gioia è stata in Val di Susa.
Nel 2012 la Carovana della Gioia è stata in Emilia, in Turchia e Siria.
È una narrazione, un filo di Pace tessuto nello spazio e nel tempo, raccogliendo emozioni, disegni, sorrisi, impressioni di una tela coloratissima che ci parla di meraviglia e di Pace, così come solo i bambini sanno inventarla…

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